Fondazione Culturale Responsabilità Etica - Banca Popolare Etica 

Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, Università di Trieste

in collaborazione con le riviste Agriregionieuropa e Culture della sostenibilità

propongono

IX Convegno sulle "aree fragili"

Smart waters

Cooperazione e sicurezza idrica nelle aree fragili

Rovigo 21-22, marzo 2014

P i e g h e v o l e

Programma con abstract degli interventi

22 marzo 2014 Giornata mondiale dell'acqua

FacebookLogoZoes                                                                                                                                                                                                                                                 I soci polesani di Banca Popolare Etica per festeggiare i 15 anni della Banca accompagneranno i relatori alla mostra Ossessione nordica

Background del convegno

Il retroterra dell’iniziativa sono, da un lato, i convegni sulle aree strutturalmente e politicamente fragili e, dall'altro, la ricerca di pratiche idriche sostenibili e condivise.

Il convegno mira a mettere in luce i problemi e le innovazioni nella gestione delle acque interne in aree fragili sia sotto il profilo delle minacce alla sicurezza idrica sia sotto quello dell’equa distribuzione spaziale del godimento del bene. Il plurale "acque" sta ad indicare la pluralità degli usi, dei problemi e delle soluzioni. Il convegno è concepito come punto di raccordo di ricerche di stampo socio-politico sulla multidimensionalità del bene acqua in Italia.

Motivazioni dell’analisi:

a) vi sono aree strutturalmente esposte a un maggiore rischio idraulico. Ciò è molto variabile sia per via dei cambiamenti climatici sia perché vi è una stratificazione degli interventi per aumentare la sicurezza sia infine perché la stessa nozione di rischio è sottoposta a continui aggiustamenti (analisi storica e cognitiva del rischio idraulico)

b) notoriamente, gli usi e le domande di acqua sono aumentati rendendo sempre più acuti i conflitti socio-economici e il degrado delle capacità ecologiche di laghi, fiumi e paludi (scomparsa del bene acqua nella sua integrità)

c) i modelli gestionali si sono evoluti secondo un modello che risponde a tre requisiti: coinvolgimento più ampio (o governance), integrazione fra usi (approccio olistico), introduzione di criteri di economicità e rendicontazione (new public management). E’ evidente come i tre principi al loro interno presentino lacune e contraddizioni e inoltre, vi siano trade-off fra l’uno e l’altro (necessità di cambiamenti nella gestione delle acque interne).

Un’applicazione rigorosa dei tre requisiti appena menzionati non cancella situazioni di ingiustizia idrica ossia l’esistenza di aree sottoposte ad uno sproporzionato rischio idraulico e, allo stesso tempo, deprivate dell’acqua come risorsa. Il rischio va considerato in un’accezione ampia, tale da includere anche la dimensione politica ovvero la difficoltà per una popolazione di apprendere e far conoscere i propri problemi legati alla gestione del bene. Per altro, la soluzione (semplicistica) di affidare il bene ad autorità o comunità locali non si adatta sempre ad un’entità fluida come l’acqua. Ciononostante, l’inclusione nelle decisioni di gruppi di interesse, di cittadini e di amministrazioni e la condivisione di temi e di usi appare una via obbligata.

Un ulteriore aspetto da indagare riguarda i pacchetti tecnologici: sia il rischio idraulico sia l’approvvigionamento idrico nonché lo smaltimento delle acque sono inseriti in percorsi tecnologici assai sofisticati, intendendo con ciò la presenza di grandi impianti con il relativo fabbisogno finanziario e l’esistenza di esperti con conoscenze consolidate. Ciò richiama a sua volta ad un’idea cara alle scienze sociali che i cambiamenti dei percorsi tecnologici siano anche frutto di innovazioni sociali (cambiamenti di mentalità, di strutture di potere, di routine, di mete condivise).

L’originalità del seminario sta nel mettere assieme tre elementi a) la fragilità di aree sottoposte a più elevata ingiustizia idrica, b) la ricerca di modelli di gestione delle acque più condivisi, c) lo sviluppo di innovazioni socio-tecniche che partano dalle aree fragili stesse ossia verifica se innovazioni nella gestione delle acque scaturiscono o prendono spunto dalle condizioni sociali e dalle pratiche di persone che vivono in aree fragili.

Un ulteriore punto riguarda la scala di analisi. Anzitutto, bisogna ragionare in termini di bacini idrografici, così come prescrive la normativa italiana e comunitaria. Ciò non di meno, è evidente come vi siano regioni del mondo nelle quali la sicurezza idraulica è drammaticamente bassa (scala globale); l’Italia, pur collocandosi fra i paesi industrializzati, tradizionalmente più sicuri, presenta un alto indice di instabilità idrogeologica e un’elevata articolazione interna delle competenze. Vi è quindi una rilevante scala nazionale; essa riguarda non solo la morfologia del territorio ma anche gli stili di policy e gli atteggiamenti verso il rischio idraulico. La scala privilegiata nel seminario è quella dei bacini idrografici interni all’Italia. Ciò è solo indicativo perché la fragilità territoriale può variare di molto all’interno di uno stesso bacino.

 

Risultati attesi:

bulletdiagnosi dell’ingiustizia idraulica in Italia, e quindi delle aree e popolazioni sottoposte a maggiore rischio
bulletvalutazioni delle formule gestionali e degli stili di policy
bulletemersione di casi positivi di sintesi di esigenze diverse in aree storicamente sottoposte a ingiustizia idrica.

 

Svolgimento

bulletIndividuazione delle tematiche e delle aree sensibili
bulletcreazione di un gruppo di lavoro
bulletIndividuazione di saperi e istituzioni attrezzati sugli aspetti socio-politici della sicurezza idraulica --> scelta eventuali partner organizzativi
bulletcall for cases, da lanciare ad ottobre 2013
bulletselezione delle presentazioni al seminario finale (fine gennaio 2014)
bulletseminario 21-22 marzo 2014

Casistica tipo esemplificativa

-    Integrazione funzionale fra aree e fra centri e periferie, contratti di fiume, partecipazione

-   Avvio di gestioni comunitarie dell’acqua, water harvesting

-   Lotta alla desertificazione e alla salinizzazione

-   Creazione/gestione di bacini di laminazione, aree esondabili, invasi idroelettrici

-   Multifunzionalità dei Consorzi di bonifica

-   Agroforestazione, river greening, impaludamenti

-   Fitodepurazione e gestione locale delle acque reflue

-   Circuiti virtuosi fra irrigazione e agroecologia

-   Creazione/gestione innovativa di parchi e riserve fluviali

-    ......

Due variabili chiave nell’uso dell’acqua:

Formula giuridico-organizzativa dell'ente (pubblico, privato, Onlus, ..... ) e

Ambiti di servizio,

Prevenzione rischio alluvioni e siccità

Ambientale

Turistico-ricreativo-sportivo

Civile (fornitura acqua potabile, depurazione, smaltimento fanghi)

Agricolo, industriale, energetico

Culturale-simbolico

combinate secondo diversi principi di integrazione (separazione, subordinazione, cooperazione, competizione ....) fra enti e fra funzioni.  

In ambito tecnico-istituzionale si insiste molto sul tema dell’integrazione sia funzionale (fra servizi) sia organizzativa (fra enti), mentre a livello politico domina la questione della privatizzazione degli enti di gestione del ciclo dell’acqua potabile. Argomenti meno presenti sono le disparità territoriali e gli aspetti ambientali. Il primo richiama il tratto distintivo dei convegni di Rovigo – individuazione di aree fragili o iniquamente trattate – il secondo soffre come tutta la tematica della sostenibilità di una debole definizione dei contorni spazio-temporali (insostenibilità per chi e in quale orizzonte temporale), cosa che ad esempio si riscontra anche nel dibattito sul cambiamento climatico. Formule come il "federalismo idrico" potrebbero funzionare da sintesi se non fosse che sono confinate al dibattito interno agli stati federali.

Il convegno dunque può aiutare a focalizzare i due ambiti più trascurati, accentuando

  1. la rilevazione di casi di giustizia e ingiustizia idrica che afferiscono ad aree politicamente deboli,
  2. la rilevazione di casi di sostenibilità o insostenibilità dell’uso del bene acqua in qualsiasi contesto territoriale, quindi anche urbano!

 

Post scriptum: una crescente letteratura socio-politica identifica l'aggettivo smart, qui usato nel titolo del convegno, con le più avanzate e sottili politiche neoliberali, grazie alle quali si punterebbe a creare attraverso reti, formate da nodi responsabili, nuove forme di controllo (A. Vanolo, Smartmentality: The Smart City as Disciplinary Strategy, Urban Studies, 1–16, 2013). Per quanto riguarda l'uso dell'acqua vi sono molte similitudini con questo approccio, ma nelle intenzioni dei proponenti del convegno smart si riferisce piuttosto a gestioni dell'acqua eque e condivise, così come recita il sottotitolo. A onor del vero vi è anche un uso ristretto di smart waters, come diffusione di strumenti telematici volti a collegare i contatori dell'acqua in modo da segnalare rapidamente le perdite e procedere a rapidi interventi (risparmio idrico). Inutile aggiungere che questo comporta un ampio uso di strumenti informatici e telematici e quindi una mobilitazione delle relative filiere industriali (Getting to Know H2O: The Smart Grid Moves to Water).

 

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Riviste

bullet Water and Environment Journal
bullet Agriregionieuropa
bulletWater Policy

 

Altro materiale

Wall M. (2013), Smart Water: Tech guarding our most precious resource, Business reporter, BBC News, 29 July 2013.

http://www.paea.it/it/microidroelettrico_vetto.php, caso di mini-idroelettrico in provincia di Reggio Emilia gestito dalla cooperativa rete energie

Studi ed esperienze sull’uso sostenibile delle risorse idriche dell’Appennino, Abstract di un convegno a Pennabilli-Montefeltro del 2009

Bond acqua: così le cooperative vogliono scalare le società di gestione 

Mini e microidro: quanto è preziosa l'acqua dei piccoli impianti

Distrettualizzazione e lettura automatica dei contatori nella rete idrica di Arezzo

Smart water making gains beyond the U.S.

 

Istituzioni e movimenti

Éupolis Lombardia, Istituto superiore per la ricerca, la statistica e la formazione
Milano,
www.eupolislombardia.it

Comitato Italiano Contratto Mondiale sull'acqua – Onlus, Milano, http://contrattoacqua.it/

Biblioteca della Facoltà dell'Acqua, c/o Associazione Monastero del Bene Comune, Sezano, Verona,

Centro Internazionale Civiltà dell'Acqua Onlus, Scorzè, Venezia http://www.civiltacqua.org/index.lasso

ASSOCIAZIONE NAZIONALE BONIFICHE, IRRIGAZIONI E MIGLIORAMENTI FONDIARI (ANBI), Membro dell’European Union of Water Management Associations, http://www.anbi.it/index.php

Coordinamento delle Autorità di Bacino Nazionali, Interregionali e Regionali

http://greywateraction.org/content/water-justice

http://www.tni.org/work-area/water-justice

Water Right Foundation, Firenze

IRSA - Istituto di Ricerca sulle Acque, CNR

Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale, Venezia-Mestre

Gruppo 183. Associazione per la difesa del suolo e delle risorse idriche

http://www.euwatercenter.eu/

….

 

Enti promotori: Dipartimento di Scienze politiche e sociali Università di Trieste, Fondazione Culturale Responsabilità etica (gruppo Banca Popolare Etica)

Il convegno si inserisce nelle manifestazioni per il quindicennale di Banca Popolare Etica e nell’ambito della ricerca "L’emersione di paradigmi di sviluppo sostenibile e solidale. Dall’America Latina qualche suggerimento per l’Europa?", Fondo Ricerca Ateneo 2012, Università di Trieste, resp. Serena Baldin). Da Banca Popolare Etica e dal Fondo Ricerca di Ateneo vengono i fondi per la realizzazione del convegno.

Il convegno avrà una seconda tappa all'interno della fiera Accadueo che si terrà a Bologna dal 20 al 22 ottobre 2014

Comitato scientifico: Andrea Lippi, Università di Firenze; Antonio Massarutto, Università di Udine; Giustino Mezzalira, Veneto Agricoltura; Luigi Pellizzoni, Università di Trieste;

 

Patrocini:

Associazione Italiana di Sociologia-sezione Territorio

Consorzio di Bonifica Adige Po, Rovigo

Consorzio Università Rovigo

Cooperativa Turismo e cultura, Rovigo

Istituto Nazionale di Economia Agraria, Roma

 

 

Comitato organizzatore: Dario Brollo (Banca Popolare Etica), Lodovica Mutterle (gruppo dei soci polesani di Banca etica), Giorgio Osti (Università di Trieste), Andrea Povellato (Istituto Nazionale di Economia Agraria, Padova), Carlo Zagato (Cooperativa Porto Alegre, Rovigo)

 

 


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seminario: Fra mobilitazione e lobbying.

Le alterne vicende della partecipazione dei cittadini alla gestione dell’acqua (intervista, programma)

24 ottobre 2014, Mostra internazionale H2O, Quartiere Fieristico, Bologna

 

 

 

Abbiamo costituito un gruppo "aree fragili" nel sito www.zoes.it (per accedere al gruppo "aree fragili" è necessario profilarsi)