Università degli Studi di Trieste, Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali

Call for cases-call for paper

Vivere da stranieri in aree fragili

Il call for cases-call for paper vuole raccogliere informazioni sulla presenza di stranieri e migranti in aree variamente definite come fragili, rurali, piccole. Ognuno di questi aggettivi richiama ad una situazione diversa; la fragilità riguarda la precarietà delle condizioni di vita, un ambiente povero di relazioni e di opportunità; la ruralità, a sua volta indica cose diverse, si va dalla non-città alla bassa densità abitativa, passando per la preminenza delle attività agricole; la piccola dimensione in genere si riferisce alla numerosità della popolazione. Le soglie sono molte; per l'Anci i piccoli comuni sono quelli sotto i 5.000 abitanti. Ma si possono avere sforamenti verso l'alto (grossi centri con pochi servizi, "le città contadine") e molti distinguo verso il basso, con amministrazioni comunali di qualche centinaio di abitanti.

Data la grande varietà di forme insediative, la cosa migliore è tenerle in considerazione tutte, ma in maniera flessibile. La ricchezza della trama urbana italiana lo impone; non si tratta quindi di una scarsa precisione nel delimitare il campo di indagine, quanto dell'opportunità di cogliere la presenza di migranti e stranieri in una vasta gamma di situazioni residenziali, con predilezione per quelle piccole, fragili e rurali. La mobilità e i contatti degli stessi migranti faranno sì che anche queste delimitazioni spaziali vengano relativizzate.

Però un punto fermo c'è. E' l'idea che in tali aree l'accoglienza riservata agli immigrati stranieri prenda una piega diversa che in città. Si suppone che il multiculturalismo sia inferiore, che le resistenze all'integrazione siano maggiori, che la stratificazione sociale sia più accentuata. E questo per due ragioni "spaziali": in contesti a bassa densità demografica le combinazioni fra persone sono in numero inferiore; in aree agricole l'accesso al fattore terra è più difficile per gli stranieri che possono così "entrare" solo come braccianti o stagionali.

L'ipotesi di fondo - pronti ad essere smentiti dalla ricerca sul campo - è che l'integrazione in aree fragili sia più lenta, più laboriosa, più soggetta a fenomeni di rigetto sia da parte degli autoctoni che dei nuovi arrivati. Sappiamo che la presenza di stranieri in aree rurali o simili comincia ad essere cospicua; sappiamo poco o nulla dei meccanismi sociali che lì si creano.

Il call for cases-call for paper serve allora a scovare aree rurali-fragili-piccole in cui la presenza straniera sia ampia. Vanno bene anche i casi di alta concentrazione stagionale in funzione del lavoro sui campi o nel turismo. Il bacino da cui attingere è nazionale, senza escludere eventuali casi all'estero. E' disponibile una lista di piccoli comuni (sotto i 2000 o i 5000 abitanti) con elevata presenza di stranieri residenti (> 10%).

I punti da toccare nella descrizione del caso sono:

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la consistenza dei presenti o residenti stranieri in aree rurali-fragili-piccole; la forma prevalente dei nuclei familiari o abitativi

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la ragione più apparente della massiccia presenza in loco (tipo di lavoro; disponibilità di abitazioni; programmi di aiuto umanitario ....)

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le modalità di interazione con i residenti di lunga data; le forme della socialità interna con particolare riguardo alla religione, alle feste, ai costumi alimentari, al trattamento riservato ai bambini, alle donne e agli anziani (se ci sono).

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la politica e le politiche ossia se la presenza di stranieri ha modificato la distribuzione dei consensi verso i partiti e se le amministrazioni locali hanno messo in atto misure specifiche con o senza l'aiuto del privato sociale, dei servizi sanitari e scolastici.

I casi andranno segnalati a Giorgio Osti (ostig@sp.units.it) e Chiara Zanetti (zanna_chia@yahoo.it), entro il 22 gennaio 2011; la segnalazione può avvenire attraverso l'invio di un abstract che contenga i su elencati punti; tutti i casi verranno presentati verbalmente o su poster al convegno di Rovigo del 19 marzo 2011 che porta lo stesso nome del call.

Tutti i casi che verranno riportati in un testo scritto (paper max 40.000 caratteri spazi inclusi) saranno vagliati dal comitato organizzatore del convegno con l'aiuto di tre garanti (vedi sotto) e inviati a referi anonimi in vista di una pubblicazione in un libro o rivista di rilievo nazionale. I criteri di selezione riguarderanno, oltre alle qualità intrinseche del paper, la diversità delle forme residenziali, la varietà dei rapporti di lavoro e la provenienza geografica, in modo da assicurare la copertura di tutto il paese.

Garanti scientifici del call for paper saranno: Maurizio Ambrosini (maurizio.ambrosini@unimi.it), Giorgio Osti (Ostig@sp.units.it), Flaminia Ventura (ventura@unipg.it)

Questa iniziativa è svolta in collaborazione con la Fondazione Culturale Responsabilità Etica di Padova, con la Provincia di Rovigo, Assessorato Politiche dell'immigrazione e con la Rete Rurale Nazionale del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Ha il patrocinio della Sezione Territorio dell'Associazione Italiana di Sociologia